martedì, giugno 23, 2026

Festa delle Streghe 2026

Cari piccoli hobbit!

È tornata la mia festa preferita: la Festa delle Streghe di Savigno (BO)! Questa è la prima alla quale partecipo da quando mi sono trasferita in questo magico paese, con la comodità di poterci andare a piedi!

Quest'anno l'evento festeggia il decimo anno di vita: un traguardo non da poco, raggiunto grazie all'idea di una cittadina e un'associazione locale. Ben fatto, grazie!

Perché una festa delle streghe a Savigno?

Si narra che Bartolomea di Savigno, detta Bona, fu discepola di Zaccaria di Sant'Agata, e simpatizzante dolciniana. Per aver sostenuto l'idea del Libero Spirito e aver affermato che "Dio è libertà", venne condannata al rogo, e morì nel 1307.

La scelta di proporre questa festa attorno al solstizio d'estate e alla festa di San Giovanni è legata proprio alla grande concentrazione mistica di questo periodo. Che ci crediate o no, è sicuramente un periodo perfetto (anche se meglio di sera, inizia a fare un po' caldino...)! 

Questa festa è un'occasione per assistere a molti spettacoli di musicisti, danzatrici e altri performer.

Lungo le vie del paese si trovano tantissime bancarelle tematiche: filtri, pozioni, incensi, pietre magiche, e tanti prodotti artigianali e artistici.
Difficile menzionare tutti gli artigiani: il prossimo anno venite a conoscerli di persona!
Un abbraccio grande ad Andirà e al suo studio olistico Andira Studio Olistico : andate a conoscerla e rinascerete! 

In piazza XV Agosto si concentrano gli spettacoli, soprattutto in serata, ma troviamo anche le bancarelle storiche più autentiche, oltre all'accampamento medievale. Un plauso ai giochi di Testarlo, specializzato nella realizzazione di giochi in legno creati a mano!

Lungo le vie c'è la possibilità di farsi predire il futuro dalle tantissime cartomanti, oppure tentare la sorte pescando una carta e interpretarne il responso.

Ma si mangia?

Eccome!

Lo street food la fa da padrone, sono tantissime le possibilità per tutti, anche se non c'è molta scelta vegetariana. Armatevi di pazienza, perché le file possono risultare lunghe (ma ne vale la pena!)!
Qui è facile trovare cibo locale, strizzando l'occhio alla festa con piatti dai simpatici nomi "stregati"!

È possibile anche cenare nei molti ristoranti disponibili, ma consiglio la prenotazione.

Da bere?

La birra è la bevanda più in voga alla festa: menzione speciale a Birra Matildica, che da anni delizia il palato di tutti educandolo al gusto medievale! Complimenti comunque a tutti i mastri birrai, a chi produce sidro e a chi produce idromele!

I performer

Ogni anno troviamo delle vecchie conoscenze, come la band di musica celtica Daridel, ma a rotazione, di anno in anno, si possono incontrare vari artisti.

Quest'anno oltre ai Daridel hanno partecipato Le Sgambate (trampoliere elegantissime!), le danzatrici Le Sirene del Nilo e le Tribal Queens, i giocolieri e performer Diavoli Rossi, e i combattimenti di scherma medievale di Agro Boiorum.

Non ci si annoia mai, il tempo sembra fermarsi e tutto è magico e frizzante.

Questa festa mi ha sempre donato molta energia, è stato bellissimo girare per negozi e bancarelle parlando con i proprietari che, per due notti, si trasformano tutti di buon grado in antichi mercanti di magia!

Un ringraziamento alla Proloco che si adopera davvero tantissimo alla riuscita di questo evento e di tanti altri. Grazie al Comune di Valsamoggia per ospitare così tante belle cose, dalla natura, al cibo e alle belle persone (sì, perché ci sono anche quelle!).
Questo è un mio piccolo contributo alla festa, alla quale tengo davvero tantissimo.

Con affetto, una cittadina!

Lucia

Possa la vostra ombra non diminuire mai!

Fonti storiche: 






lunedì, giugno 15, 2026

Zucchine tonde ripiene

Ciao miei piccoli hobbit!

Finalmente è arrivata la stagione di una delle mie verdure preferite: le zucchine!

Una verdura così multitasking con la quale si possono cucinare miriadi di ricette. So che in alcuni paesi si fa addirittura un dolce, tipo plum-cake, a base di zucchine e cacao!

Crude, cotte, con il loro verde intenso sono perfette per creare piatti belli e deliziosi.
Ma non dimentichiamoci anche delle sorelle: le zucchine chiare, quelle gialle e quelle bianche!

E i fiori?
Quelli che comunemente chiamiamo fiori di zucca, sono in realtà fiori di zucchina.
Ottime da farcire, da friggere, per condire una pasta o una (fari)frittata!

Le proprietà nutrizionali


Ricche di acqua, le zucchine sono un ortaggio molto leggero, a basso indice glicemico, ricche di potassio, vitamina C e vitamina B9!

Cosa vogliamo di più dalla regina dell'estate?
Una bella ricetta, ovviamente!

Oggi al mercato ho trovato delle simpatiche zucchine rotonde: le ho subito immaginate ripiene, quindi ho subito cercato di adattare la ricetta per renderla vegana!

Zucchine tonde ripiene


Zucchine ripiene vegan
Zucchine ripiene vegan

Le zucchine ripiene mi riportano alla mia infanzia, un vero comfort food dal sapore di casa; la loro cottura al forno suggerisce lentezza, tranquillità e convivialità.

Ora è giunto il momento di veganizzare la ricetta!
Ecco la mia proposta, provata, testata e che presto ricucinerò!

Paura di accendere il forno con il caldo? 
Beh, è un piccolo sforzo che verrà ripagato con l'assaggio, garantito!

Ingredienti (per 2 persone):

  • 60 gr di granulare di soia
  • 45 gr di pan grattato
  • 4 zucchine tonde
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaino di dado vegetale granulare
  • erbe e spezie a scelta (io ho utilizzato maggiorana, timo, aglio, noce moscata e pepe)
  • olio
  • sale

Procedimento:

Per prima cosa bisogna reidratare la soia, immergendola in acqua preferibilmente calda, per almeno un quarto d'ora.

Ora ci possiamo occupare delle zucchine. Dopo averle ben lavate, tagliare la parte superiore del picciolo.
Con l'aiuto di uno scavino, un coltello e un cucchiaio, scavare bene la polpa lasciando almeno mezzo centimetro di bordo, e tenerla da parte.

Cuocere le zucchine in acqua bollente salata per circa 8 o 9 minuti: assicuratevi che l'acqua copra completamente le zucchine.
Una volta cotte (devono risultare sode, non mollicce!) scolare le zucchine e farle riposare a testa in giù, in modo che si asciughino il più possibile.

Ora passiamo al ripieno!

Scolare la soia e strizzarla bene in modo da far uscire più acqua possibile, poi versarla in una ciotola.
Aggiungere ora le erbe e spezie scelte, il dado, la salsa di soia e il pan grattato.
Mescolare bene aiutandosi anche con le mani, fino ad ottenere un composto il più compatto possibile.
Se dovesse risultare troppo asciutto si può aggiungere un po' di polpa di zucchine ben tritata. Aggiustare di sale, se necessario.

Ora prendere le zucchine e salare l'interno.

Riempire le zucchine con il composto, creando una bella cupoletta.

Posare le zucchine ripiene su una teglia ricoperta di carta da forno, irrorarle con un filo d'olio (se avete un flacone spray, ancora meglio!), poi cuocere in forno a 200°C per circa 30 minuti.

prima della cottura
prima della cottura


Le zucchine dovranno risultare abbastanza morbide, (fate il test dello stecchino), e la cupola di ripieno ben rosolata.

dopo la cottura
dopo la cottura

Servire subito e buon appetitoooo!

* Il consiglio della hobbit: nonostante sia considerato un piatto unico, io ho scelto di accompagnare le mie zucchine con un contorno veloce composto da cipolla, carote e il resto della polpa di zucchine. Un modo pratico e veloce per sfruttare tutto: ricordate che non si butta nulla!

Possa la vostra ombra non diminuire mai!













venerdì, giugno 05, 2026

Banana bread, il pane dolce svuotadispensa!

Avete acquistato un ottimo casco di banane verdi, così le mangerete nel tempo.

Sì, finché non vi accorgete che stanno maturando inesorabilmente tutte assieme, e vi ritrovate presto a fare delle scelte di vita: mangiarle velocemente o cucinarci qualcosa.

Ma non mettetele in frigo: peggiorerete la situazione!

Le soluzioni per utilizzare le banane mature sono tante: fare un bel frullato, un estratto, una macedonia, oppure quello che qualche anno fa avrei chiamato semplicemente plum-cake: il mio fantastico banana bread!

Il banana bread è un dolce molto semplice e versatile perché si prepara con pochissimi ingredienti ma, con l'aggiunta di qualche componente in più, si può trasformare in un dolce completo e appetitoso! 

Perfetto tutto l'anno: cambiando qualche ingrediente si può adattare alle stagioni e al vostro gusto.

Prepariamolo assieme!


Banana bread vegano

A colazione, a merenda, ogni momento è buono per gustarsi una fettina di dolce! Mi raccomando di non esagerare: è comunque una torta ricca!

* Il consiglio della hobbit: le ricette di banana bread che si trovano in giro di solito contengono noci, che sono un ottimo abbinamento. Ma nessuno vi vieta di sperimentare e provare nuovi sapori!

Io ho scelto di utilizzare mandorle e nocciole per un bel tocco crunchy, poi il cioccolato per armonizzare tutto. 
Provate anche con pinoli, noci pecan, anacardi (la frutta secca va sempre tostata!), poi uvetta, bacche di goji, albicocche secche... Fate volare la fantasia!

Ingredienti:

  • 250 gr di farina (io ho scelto una tipo 2)
  • 130 ml di acqua
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 70 ml di olio di semi
  • 50 gr di cioccolato fondente
  • 30 gr di nocciole
  • 30 gr di mandorle
  • 2 banane mature
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • una spolverata di cannella

Procedimento:

Tritare grossolanamente le mandorle e le nocciole, poi farle tostare in padella per qualche minuto, poi farle raffreddare.




Nel frattempo in un'ampia ciotola schiacciare le banane con una forchetta, finché non diventano una poltiglia.

Aggiungere olio e acqua, e mescolare bene con una frusta.


Unire ora gli ingredienti secchi: zucchero, farina, lievito, sale, cannella e per ultima la frutta secca. Se il composto dovesse risultare troppo denso, aggiungere un pochino d'acqua.




Amalgamare tutti gli ingredienti con un cucchiaio, poi riempire uno stampo per plum-cake rivestito di carta da forno.

Cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti, verificare la cottura con uno stecchino. Se lo desiderate potete utilizzare la funzione grill in alto per 5 minuti, per ottenere un bel colore ambrato in cima!

Fate raffreddare bene il dolce prima di estrarlo dallo stampo, o rischierà di rompersi.


Buona merenda!

Possa la vostra ombra non diminuire mai!


giovedì, maggio 21, 2026

Risotto nanico alla barbabietola

Benvenuti miei piccoli hobbit!

Questa sera condivido una nuova ricetta.

Pronti per un po' di colore?
Con questo piatto conquisterete anche chi non ama la rapa rossa, garantito!

Risotto alla rapa rossa
Risotto alla rapa rossa

Buono a sapersi

La barbabietola, o rapa rossa, è un vero concentrato di benessere. Questo tubero è straordinariamente ricco di antiossidanti, in particolare di betalaine, i pigmenti naturali responsabili del suo colore acceso, che aiutano a contrastare lo stress ossidativo e l'invecchiamento cellulare. È un'ottima fonte di fibre e contiene un alto contenuto di potassio e ferro, la cui assimilazione è facilitata dalla presenza naturale di vitamina C nella radice.

Siete degli sportivi? I nitrati naturali presenti nella rapa vengono convertiti dall'organismo in ossido nitrico, migliorando l'ossigenazione dei tessuti e la resistenza fisica.

Sicuramente i nani ne fanno scorpacciate!


Risotto nanico alla barbabietola

Ecco la mia ricetta facile facile, per fare un figurone in ogni occasione. 
Potete scegliere di utilizzare rape fresche, sempre che siate fortunati a trovarle al mercato, oppure quelle precotte a vapore in busta. Ricordate che se scegliete quelle fresche, andranno cotte per circa un'ora, allungando decisamente i tempi di preparazione.

Ingredienti (per 2 persone):

  • 500 ml circa di brodo vegetale
  • 180 gr di riso per risotti (es. Carnaroli)
  • 140 gr circa di rapa rossa cotta
  • 1 scalogno
  • 1 noce di burro vegetale
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • una manciata di mandorle
  • una spolverata di prezzemolo
  • olio, sale, pepe
  • un filo di aceto balsamico (opzionale)
Procedimento:

Tagliare la barbabietola a pezzettini e frullarla nel mixer. Più diventa fine, meglio è. Ci si può aiutare aggiungendo un pochino d'acqua.



Scaldare il brodo e tenerlo a portata di mano, sempre caldo.

Tritare lo scalogno, poi farlo soffriggere in una pentola con un filo d'olio. Dopo un minuto togliere lo scalogno e tenerlo da parte. Ora tostare il riso! Far sfrigolare il riso per un paio di minuti, muovendo la pentola di tanto in tanto, per far sigillare i chicchi. Aggiungere il vino e sfumare il riso fino a far evaporare l'alcool.

Aggiungere ora un mestolo di brodo, poi unire la rapa tritata. Il riso prenderà subito un bellissimo color rubino!
Aggiungere lo scalogno messo da parte.
Mescolare e far evaporare tutto il liquido, poi incorporare altro brodo. 
Continuare così fino a fine cottura.

Nel frattempo tritare le mandorle che serviranno come decorazione e per dare il giusto tocco di
crunchy, poi tostarle per un paio di minuti in una padella calda con un filo d'olio.


Quando il riso è cotto, spegnere il fuoco e procedere alla mantecatura. Aggiustare di sale e aggiungere una noce di burro veg alla pentola, poi mescolare attentamente per ottenere una bella cremosità!

Impiattare completando il piatto con una grattata di pepe, le mandorle tostate e qualche foglia di prezzemolo fresco tritato.



* Il consiglio della hobbit: il sapore dolciastro della rapa ora non sarà più così forte ma, se preferite, potete contrastarlo ulteriormente con un giro di aceto balsamico.

Da leccarsi i baffi!

Buon appetito e...

Possa la vostra ombra non diminuire mai!


mercoledì, maggio 13, 2026

Bretagna mon amour! Parte 4: Brocéliande, la foresta di Mago Merlino e Rennes!

Giorno 7: foresta di Brocéliande

Facciamo le valigie e partiamo per la foresta di Brocéliande: mago Merlino ci aspetta!
La "Brocelandia" è un luogo importante per essere l'ambientazione delle leggende medievali che riguardano soprattutto il ciclo arturiano; geograficamente corrisponde alla foresta di Paimpont.

Foresta di Brocéliande
Foresta di Brocéliande

Oggi ci si dedica di nuovo ai miti e alle leggende, ai menhir e alle foreste magiche.

Andiamo in direzione sud, fino a raggiungere Le Jardin aux Moines, un sito archeologico che si trova in questa foresta da più di 4000 anni. Blocchi di rocce rosse e bianche disposte a trapezio formano un tumulo, del quale oggi non si sa più praticamente nulla e non è correlato alle leggende arturiane della zona.
Comodo parcheggio, poi due minuti di camminata nel bosco.

Tappa successiva: Tréhorenteuc.

Qui c'è la chiesa di Sainte-Eutrope e Sainte-Onenne, detta anche chiesa del Graal. Questa chiesa esiste come priorato dal 1191, ed è famosa per contenere opere e vetrate sia sacre che profane, che accennano alle leggende del mondo di re Artù. Ecco, qui forse sarebbe stata utile una guida, in quanto non sono disponibili molte informazioni scritte in loco. 

Questo paesino, comunque, è comodo come base dove lasciare l'auto e partire per le tante escursioni disponibili in zona. Nell'area del parcheggio (gratuito) in paese c'è una struttura coperta dove si possono organizzare dei picnic, a patto di portarsi dietro i rifiuti (non ci sono cestini), ed è presente una toilette gratuita.

Purtroppo nei giorni della mia visita era ancora aperta la stagione di caccia, perciò molti sentieri erano chiusi per motivi di sicurezza. Riusciamo però a girare un pochino nella foresta di Merlino, dove troviamo anche alcune scolaresche in visita (ma che bello dev'essere studiare le leggende a scuola!).

Ci addentriamo nella foresta dopo una breve camminata dal paese, notando che il percorso si chiama "valle senza ritorno"... Poi troviamo subito l'albero d'oro, un tronco dipinto d'oro (simbolo di rinascita), che si affaccia sullo specchio delle fate, (il laghetto di Viviane, donna della quale era innamorata mago Merlino), poi si prosegue passando accanto alle rocce dei falsi amanti poi verso la sedia di Merlino, un agglomerato roccioso con una spaccatura che ricorda un trono. Il sentiero passa poi davanti a una deviazione per il giardino di Merlino, il quale accesso però è chiuso da qualche anno.

Nel complesso è una zona interessante, con del potenziale, forse potendo percorrere i sentieri nella loro interezza ci avrebbero regalato qualcosa in più, ma abbiamo la sensazione che manchi qualcosa, quel tocco di magia che ci sembra indispensabile qui in zona.

Prossima tappa: Paimpont.

In questo paese c'è una grande abbazia, posta sulla riva di un lago adiacente alla foresta di Paimpont, correlata a quella di Brocéliande per le sue leggende.

Accediamo all'abbazia da una porta laterale che dà accesso anche agli uffici comunali, del sindaco e alla posta! L'interno è imponente, un'ala ospita anche un piccolo tesoro. 

Pranziamo con una baguette dalla boulangerie del paese e ci concediamo qualche minuto di relax sulle rive del lago.

Poco distante visitiamo la croce di Judicaël, all'interno della foresta, ma visibile dalla strada. Questa croce si trova lì da più di mille anni, ed è dedicata al santo Judicaël, fondatore dell'abbazia vista poco fa.

Proseguiamo verso la tomba di Merlino e la fontana della giovinezza!

Arriviamo ad un comodo parcheggio dal quale parte un breve sentiero molto curato che passa nella foresta fino a quella che è definita tomba di Merlino, creata dall'amata Viviane. Poco distante si trova la fonte della giovinezza, una fonte che sfocia in un piccolo specchio d'acqua un po'stagnante. Sarà anche magica, ma credo sia meglio non bere quell'acqua!

Ripartiamo per la tappa finale del nostro viaggio, felici di essere passati da qui ma un pochino delusi. Forse ci aspettavamo davvero qualcosa di diverso, più mistico, data l'importanza di queste leggende.

In marcia verso Rennes!

Giorno 8: Rennes

Dopo aver riconsegnato l'auto a noleggio andiamo in città dove passare gli ultimi due giorni di vacanza.

L'arrivo a Rennes è stato uno shock sensoriale.
Dopo giorni passati in mezzo alla natura, in piccoli paesi dove c'è poca gente, l'impatto è evidente: Rennes si è subito mostrata nella sua bellezza ma anche nel suo caos. 

Porta d'accesso alla Bretagna, Rennes è una città universitaria, molto viva e piena di giovani, di servizi d'eccellenza e radici storiche.
La periferia è moderna, con palazzi molto fantasiosi, mentre il centro storico è elegante e con tantissime case tipiche a graticcio.

Alloggiamo in un hotel di fronte alla modernissima stazione dei treni, è comunque una tranquilla zona pedonale. Anche qui abbiamo la colazione inclusa, perciò ci permettiamo un po' più di relax!

Ci dedichiamo alla scoperta della città girando un po' a caso, per farci un'idea generale, poi capiamo cosa approfondire. 

Un buon punto di partenza è la piazza principale, la place Sainte-Anne, perfetta per osservare il folklore locale! Qui sorge la bellissima Basilique Notre-Dame-de-Bonne-Nouvelle de Rennes, una grande chiesa gotica con bellissime vetrate colorate. La piazza è il cuore pulsante, con tanti locali e i suoi dehor pieni di gente che mangia e beve  a tutte le ore, una giostra carosello e... tante bancarelle piene di libri, che qui sono presenti ogni giorno dell'anno senza pioggia. Ovviamente mi porto a casa un libro, questa volta ho scelto un giallo ambientato proprio in Bretagna! Avrei voluto trovare qualche libro di Verne, ma ne ho trovati solo o deteriorati, o troppo costosi. In città ci sono comunque molte librerie, che non ci facciamo scappare! In un negozio, ad esempio, trovo una raccolta di leggende bretoni in una nuova edizione celebrativa, e qui posso anche apporre il timbro ex libris! 

È sabato mattina, quindi il momento giusto per visitare il mercato des Lices, il secondo mercato più grande di Francia, dopo Parigi! Ci sono due aree coperte, con banchetti fissi che vendono ogni prelibatezza tra panificati, dolci, carne, affettati e formaggi, mentre all'esterno la piazza si riempie di bancarelle di pesce, verdure e fiori freschi! C'è una band che suona dal vivo, tutti ci fanno assaggiare qualcosa! Ci dedichiamo a questo luogo di perdizione per molto tempo. I colori sono meravigliosi, i profumi anche, scopro ortaggi che mai avevo visto prima. Sarebbe stato bello poter cucinare alcuni di quei prodotti!

Vicino al mercato visitiamo la cattedrale di Saint-Pierre, per poi raggiungere Les Portes Mordelaises: due torrioni che fungevano da porta di accesso alla città fortificata.

Oggi si pranza con la "mitraillette" (ho scoperto un piatto nuovo!): anche se di origine belga, è un panino molto in voga da queste parti. Si tratta semplicemente di un panino tipo baguette tagliato a metà e super farcito, con anche patatine. E finalmente ho l'occasione di rivedere un prodotto che qui in Italia non esiste più: l'Orangina, un'aranciata delicata e con una buona percentuale di arance!

Nel pomeriggio decidiamo di dedicarci all'arte: finora non abbiamo avuto modo di visitare dei musei, perciò oggi ne approfittiamo. Proprio vicino al nostro hotel c'è il museo di belle arti! Una buona raccolta di quadri antichi e moderni (soprattutto locali) ben suddivisi per epoche, provenienza e genere. E per di più è gratuito, eccetto le mostre temporanee!

Dopo tanta cucina francese oggi sentiamo il bisogno di cambiare, così scegliamo un ristorante orientale dove riusciamo a trovare un paio di piatti vegetariani, molto buoni ma si sente l'influenza francese, con un retrogusto di vinaigre dappertutto. 

Giorno 9: Rennes - Bologna

Purtroppo siamo giunti all'ultimo giorno di vacanza. La mattinata è nuvolosa, ma fortunatamente presto il cielo si apre, così possiamo visitare con tranquillità il bellissimo parc du Thabor! Posto su una collinetta, il parco è molto vario e rilassante! C'è una zona con orto botanico, un roseto, un'area più boschiva, delle splendide magnolie, un giardino alla francese, una serra con piante grasse, fontane, una voliera (dove scopriamo l'esistenza del poulet Nagasaki, una gallina carinissima!), aree giochi e tanto altro per passare momenti piacevoli all'aria aperta.

Ormai è ora di ripartire, mangiamo al volo un onigiri all'avocado acquistato in stazione, prendo anche un albo di Paperino in francese, poi ci dirigiamo in aeroporto.

L'aeroporto è piccolino ma ha tutto ciò che serve. Mi smontano completamente lo zaino, sicuramente i controlli sono scrupolosi, ma poi impiego ore a rimettere tutto a posto.

Il volo per Amsterdam dove facciamo scalo arriva anche in anticipo, peccato che, al contrario, quello per Bologna arriva più di un'ora in ritardo. E figuriamoci, succede sempre così al rientro!

In conclusione torniamo da questa vacanza stanchi ma soddisfatti, con un bagaglio culturale in più dopo una full immersion nella storia celtica bretone!

I viaggi itineranti sono l'occasione migliore per visitare posti che difficilmente si riuscirebbe a vedere in altri modi. La comodità dell'auto, in questi casi, è assoluta. Tornerò volentieri in Bretagna, mi è entrata nel cuore!

Au revoir!

Possa la vostra ombra non diminuire mai!


sabato, maggio 09, 2026

Muffin sfiziosi alle bacche di goji

Ecco la ricetta di un dolce facile, perfetto per la colazione e per ogni vostro bisogno di dolcezza durante la giornata!

Siete curiosi?

Preparate con me i miei muffin speciali!

Muffin con bacche di goji
Muffin con bacche di goji

Le bacche di goji

Vi ricordate le bacche di goji

martedì, maggio 05, 2026

Bretagna mon amour! Parte 3: Mont Saint-Michel (Normandia) e Ille-et-Vilaine

Giorno 5: verso Mont Saint-Michel 

Primo giorno in hotel con colazione compresa, ed è un paradiso! C'è di tutto per iniziare una nuova giornata con energia, anche con prodotti locali!

Questa mattina ce la prendiamo un pochino con più calma del solito, giriamo per la città di Saint-Malo, scoprendo la spiaggia du Sillon: la mattina qui si nota tantissimo la bassa marea, e possiamo camminare su un enorme bagnasciuga!

Facciamo spesa per la giornata e partiamo in auto per Mont Saint-Michel.

Sconfiniamo solo per oggi in Normandia: uno dei nostri sogni d'infanzia ci attende!

Mont Saint-Michel
Mont Saint-Michel

domenica, maggio 03, 2026

Ziti: l'unica pasta (o quasi) che si può spezzare!

Sì, avete letto bene: c'è un formato di pasta al quale è concesso essere spezzato.
Anzi, è proprio necessario!

Oggi è facile, si va al supermercato e si può scegliere tra una miriade di tipi di pasta disponibili, diversi anche nel colore e nel gusto.
Ma i primi maccheroni erano tutti in formato lungo. Questi, poi, venivano spezzati a mano per ottenere una varietà più adatta al consumo.

Gli ziti
Gli ziti

Ma come mai? E perché spezzarli a mano?

mercoledì, aprile 29, 2026

Bretagna mon amour! Parte 2: Finistère, Côtes-d'Armor e Ille-et-Vilaine

Giorno 3: Quimper - Locronan - Penisola di Crozon - Morlaix

Lasciamo Quimper e la simpatica gallina residente nell'albergo per dirigerci verso ovest, cambiando dipartimento.

Finistère 

Ecco, Locronan è uno di quei paesini dove si potrebbe davvero fare un pensiero per viverci. Un posticino sospeso nel tempo, non a caso è stato eletto uno dei più bei borghi francesi.

Parcheggio a pagamento all'inizio del paese (quello a ovest è un pochino più economico, 5€ fisso per l'intera giornata), poi si gira a piedi.

Dietro ogni angolo si scoprono bellezze uniche: le case storiche in granito, la sua bella cattedrale con vetrate colorate e profumo d'incenso, una libreria dell'occulto (purtroppo chiusa) proprio al suo fianco, negozietti e crêperie! In pieno centro c'è una toilette pubblica gratuita.
Un luogo davvero incantevole! Seguendo una strada defilata raggiungiamo una chiesetta e una grande fontana funzionante; incontriamo un gatto affettuoso che però presto si fa distrarre da una pianta che inizia a masticare!

Ripartiamo verso la penisola di Crozon.

Qui ci affacciamo sull'Oceano Atlantico, su alcune delle scogliere più belle che abbia mai visto! Quanto vento, e che potenza l'oceano! 
Se volete fare il pieno di iodio, questo è il posto giusto!

Spiaggia di Lestrevet
Spiaggia di Lestrevet

lunedì, aprile 27, 2026

Fave & cicorie

Salve piccoli hobbit! 
Oggi mettiamo le mani in pasta, è l'ora di cucinare!

Siamo ad aprile, un mese di congiunzione per la raccolta di molti ortaggi. 

Così come in autunno, in questo periodo riusciamo a creare piatti che uniscono la freschezza delle primizie con gli ultimi raccolti invernali!

Oggi vi propongo quindi un piatto che si può definire "di stagione" sia in primavera che in tarda estate/autunno.

Avete mai sentito parlare di fave e cicorie?
Piatto tipico delle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia, si tratta di una purea di fave essiccate accompagnate da cicorie (meglio se selvatiche) ben condite con aglio e peperoncino.
Per finire si accompagna tutto con crostini di pane, indispensabili per la scarpetta!

Ecco, questo è uno di quei tanti piatti tipici italiani che sono nati vegani: è la dimostrazione che esistono, e la nostra tradizione ne è piena!

Gli ingredienti sono pochi, semplici, ed è un piatto anche abbastanza veloce da preparare.
L'avete mai provato?

Seguite questa ricetta e avrete un bel piatto unico da portare in tavola!

Fave e cicorie
Fave e cicorie con crostini di pane

martedì, aprile 21, 2026

Bretagna mon amour! Parte 1: Morbihan e Finistère

Vi è mai capitato di rinunciare a qualcosa e di ottenere al suo posto qualcos'altro addirittura migliore?

A me è successo di recente! Il mese scorso ho festeggiato 10 anni di matrimonio, da mesi avevamo organizzato un viaggio nel Sud-Est Asiatico. Purtroppo a causa della guerra in Medio Oriente abbiamo dovuto rivedere la meta, preferendo rimanere in Europa. Singapore: è solo un rinvio, ci vedremo più avanti!

E quindi... allons en Bretagne!

Un sogno d'infanzia si è avverato. Nonostante la vicinanza non ho mai avuto l'occasione di visitare la Bretagna: è un viaggio che va organizzato bene per sfruttare il tempo al meglio. 

Eccoci così ad organizzare un viaggio itinerante pochi giorni prima della partenza!

Questo sarà un piccolo reportage a puntate del mio viaggio: spero possa essere d'ispirazione a chi ama luoghi magici e fuori dal comune.

Partiamo!

Gli allineamenti di Carnac
Gli allineamenti di Carnac

giovedì, marzo 12, 2026

Riso basmati, il mio comfort food!

Ciao miei piccoli hobbit!

Ci sono dei momenti nei quali sentiamo il bisogno di mangiare un alimento specifico, sentirne il suo odore e il suo sapore rassicurante. Farci avvolgere da un momento di pace e spensieratezza, e consumare un meritato pasto. Per molti si tratta di qualcosa di semplice come un cioccolatino, un dolce, quello che chiamiamo peccato di gola. Ma per altri, me compresa, questo bisogno è appagato da piatti leggermente più complessi, ma che ricordano la semplicità di casa, momenti felici, un viaggio.

Non vedevo l'ora di parlarvi di questa pietanza.

Un piatto indiano che, anche se non ho mai visitato l'India, ho amato fin dal primo assaggio al ristorante e mi ha trasportata fin là!


Riso basmati con dahl di lenticchie


Riso basmati e dahl di lenticchie rosse
Riso basmati e dahl di lenticchie rosse

Di che si tratta?

mercoledì, marzo 04, 2026

Lisbona, la capitale del fado!

Stiamo vivendo in una situazione mondiale molto tesa.

La cupidigia e la cattiveria umana non hanno fine, sembrano tutti impazziti.

Sono sempre vicina a chi si trova in condizioni terribili, perciò mi sento in imbarazzo a trovarmi qui a parlare di cibo e di viaggi.
Viaggi che al momento è difficile organizzare, almeno in alcune (molte) parti del mondo.
Proprio tra pochi giorni sarei dovuta partire per un bel viaggio nel Sud-Est Asiatico, per festeggiare il mio decimo anniversario di matrimonio. Pazienza andremo da un'altra parte. Mi metto nei panni di chi si trova nella situazione di non poter tornare a casa, o di non averla proprio più, la casa, e non c'è paragone.
Sarebbe bello veder finire tutte le guerre, ma sarà una cosa lunga e difficile.

La vita prosegue, quel che possiamo fare nel nostro piccolo, facciamolo. Restiamo uniti e vogliamoci bene, siamo tutti fratelli, tutti uguali, tutti parte di un minuscolo granello di sabbia disperso nel cosmo.

Mi raccomando: se dovete viaggiare in questo periodo (ma vi consiglio di farlo sempre quando andate all'estero), di iscrivervi al sito "Viaggiare Sicuri - dove siamo nel mondo", perché è sempre aggiornato in tempo reale ed è un modo per far sapere alle istituzioni dove vi trovate.

Ecco i link dedicati:

Viaggiare sicuri per conoscere gli aggiornamenti sulla situazione di ogni Paese

Dove siamo nel mondo per iscriversi e segnalare la propria presenza all'estero

Fate attenzione, sempre.


E ora un po' di leggerezza!

In attesa del prossimo viaggio ho scelto di raccontarvi la mia ultima trasferta, per alleggerire lo spirito e magari ispirare qualcuno!


Oi pessoal!

(ciao a tutti)

Oggi vi porto con me in Portogallo!

A fine novembre ho passato un weekend lungo a Lisbona, città deliziosa che mi ha davvero stupita in positivo!

Città vivace, ricca di storia e piena di colori, con i suoi tetti rossi e gli azulejos

Venite con me a fare quattro passi in città, a scoprire luoghi caratteristici e percorrere le sfiancanti strade in salita!

Lisbona vista dall'aereo

martedì, febbraio 17, 2026

Carnevale vegan: tortelli alla crema spaziali!

Il tempo vola, oggi è già Martedì Grasso!




Tortelli di Carnevale alla crema vegan
Tortelli di Carnevale alla crema vegan

Nel 2026 questa data coincide con l'inizio dei festeggiamenti per il capodanno cinese: con l'arrivo del cavallo di fuoco oggi le celebrazioni sono ai massimi livelli!

sabato, febbraio 14, 2026

Ceci e baci: hummus rosa di San Valentino!

Ciao miei piccoli hobbit!


Ci risiamooo! 
Sono tornata. E quale momento migliore se non San Valentino?
Che lo festeggiate o meno la trovo una buona occasione per creare qualcosa di sfizioso in cucina, magari dalle tonalità rosa o rosse e, perché no, un po' piccantine!

Oggi niente dolce: ho pensato ad una ricetta semplicissima, piena di colore, gusto e vivacità. 
L'emblema della condivisione.

L'hummus si presta benissimo come pietanza da mettere a centro tavola, dove ognuno può intingere le proprie verdure o salatini: divertente e libidinoso!
Una combinazione perfetta: verdure, legumi, acidità, proteine... un piatto completo.

Come si fa?

È una ricetta molto facile alla quale, in questo caso, ho aggiunto la rapa rossa per rendere questo hummus di uno sgargiante colore rosa!

Hummus rosa con verdure e crostini
Hummus rosa con verdure e crostini

Chi sono

Ci siamo: sono tornata. Finalmente! 
myself
Lucia la Hobbit

Dopo una lunga pausa, eccomi pronta a riprendere il mio blog
Una vera sfida: siamo nel mondo dove il livello di attenzione medio si è abbassato notevolmente, e io sono qui a proporre un sito scritto, pieno di parole
Ma ci saranno anche tante foto, eh! 

Un cambio di indirizzo e di stile, con una rinnovata dose di energia: quello che ci vuole per iniziare bene il nuovo anno! 
Chi mi accompagnerà in questa nuova avventura? 

Questa non sarà solo una raccolta di ricette vegane, che sono ben felice di riproporre aggiornate: sarà un diario di viaggio e un luogo dove condividere esperienze legate ad una vita il più possibile sostenibile.
Sarò felice se questo diventerà un luogo dove scambiarsi idee e consigli, aperto e cordiale. 

Infine, come disse Bilbo Baggins:
Sto partendo per un'avventura!

 

Festa delle Streghe 2026

Cari piccoli hobbit! È tornata la mia festa preferita: la Festa delle Streghe di Savigno (BO)! Questa è la prima alla quale partecipo da qu...