mercoledì, maggio 13, 2026

Bretagna mon amour! Parte 4: Brocéliande, la foresta di Mago Merlino e Rennes!

Giorno 7: foresta di Brocéliande

Facciamo le valigie e partiamo per la foresta di Brocéliande: mago Merlino ci aspetta!
La "Brocelandia" è un luogo importante per essere l'ambientazione delle leggende medievali che riguardano soprattutto il ciclo arturiano; geograficamente corrisponde alla foresta di Paimpont.

Foresta di Brocéliande
Foresta di Brocéliande

Oggi ci si dedica di nuovo ai miti e alle leggende, ai menhir e alle foreste magiche.

Andiamo in direzione sud, fino a raggiungere Le Jardin aux Moines, un sito archeologico che si trova in questa foresta da più di 4000 anni. Blocchi di rocce rosse e bianche disposte a trapezio formano un tumulo, del quale oggi non si sa più praticamente nulla e non è correlato alle leggende arturiane della zona.
Comodo parcheggio, poi due minuti di camminata nel bosco.

Tappa successiva: Tréhorenteuc.

Qui c'è la chiesa di Sainte-Eutrope e Sainte-Onenne, detta anche chiesa del Graal. Questa chiesa esiste come priorato dal 1191, ed è famosa per contenere opere e vetrate sia sacre che profane, che accennano alle leggende del mondo di re Artù. Ecco, qui forse sarebbe stata utile una guida, in quanto non sono disponibili molte informazioni scritte in loco. 

Questo paesino, comunque, è comodo come base dove lasciare l'auto e partire per le tante escursioni disponibili in zona. Nell'area del parcheggio (gratuito) in paese c'è una struttura coperta dove si possono organizzare dei picnic, a patto di portarsi dietro i rifiuti (non ci sono cestini), ed è presente una toilette gratuita.

Purtroppo nei giorni della mia visita era ancora aperta la stagione di caccia, perciò molti sentieri erano chiusi per motivi di sicurezza. Riusciamo però a girare un pochino nella foresta di Merlino, dove troviamo anche alcune scolaresche in visita (ma che bello dev'essere studiare le leggende a scuola!).

Ci addentriamo nella foresta dopo una breve camminata dal paese, notando che il percorso si chiama "valle senza ritorno"... Poi troviamo subito l'albero d'oro, un tronco dipinto d'oro (simbolo di rinascita), che si affaccia sullo specchio delle fate, (il laghetto di Viviane, donna della quale era innamorata mago Merlino), poi si prosegue passando accanto alle rocce dei falsi amanti poi verso la sedia di Merlino, un agglomerato roccioso con una spaccatura che ricorda un trono. Il sentiero passa poi davanti a una deviazione per il giardino di Merlino, il quale accesso però è chiuso da qualche anno.

Nel complesso è una zona interessante, con del potenziale, forse potendo percorrere i sentieri nella loro interezza ci avrebbero regalato qualcosa in più, ma abbiamo la sensazione che manchi qualcosa, quel tocco di magia che ci sembra indispensabile qui in zona.

Prossima tappa: Paimpont.

In questo paese c'è una grande abbazia, posta sulla riva di un lago adiacente alla foresta di Paimpont, correlata a quella di Brocéliande per le sue leggende.

Accediamo all'abbazia da una porta laterale che dà accesso anche agli uffici comunali, del sindaco e alla posta! L'interno è imponente, un'ala ospita anche un piccolo tesoro. 

Pranziamo con una baguette dalla boulangerie del paese e ci concediamo qualche minuto di relax sulle rive del lago.

Poco distante visitiamo la croce di Judicaël, all'interno della foresta, ma visibile dalla strada. Questa croce si trova lì da più di mille anni, ed è dedicata al santo Judicaël, fondatore dell'abbazia vista poco fa.

Proseguiamo verso la tomba di Merlino e la fontana della giovinezza!

Arriviamo ad un comodo parcheggio dal quale parte un breve sentiero molto curato che passa nella foresta fino a quella che è definita tomba di Merlino, creata dall'amata Viviane. Poco distante si trova la fonte della giovinezza, una fonte che sfocia in un piccolo specchio d'acqua un po'stagnante. Sarà anche magica, ma credo sia meglio non bere quell'acqua!

Ripartiamo per la tappa finale del nostro viaggio, felici di essere passati da qui ma un pochino delusi. Forse ci aspettavamo davvero qualcosa di diverso, più mistico, data l'importanza di queste leggende.

In marcia verso Rennes!

Giorno 8: Rennes

Dopo aver riconsegnato l'auto a noleggio andiamo in città dove passare gli ultimi due giorni di vacanza.

L'arrivo a Rennes è stato uno shock sensoriale.
Dopo giorni passati in mezzo alla natura, in piccoli paesi dove c'è poca gente, l'impatto è evidente: Rennes si è subito mostrata nella sua bellezza ma anche nel suo caos. 

Porta d'accesso alla Bretagna, Rennes è una città universitaria, molto viva e piena di giovani, di servizi d'eccellenza e radici storiche.
La periferia è moderna, con palazzi molto fantasiosi, mentre il centro storico è elegante e con tantissime case tipiche a graticcio.

Alloggiamo in un hotel di fronte alla modernissima stazione dei treni, è comunque una tranquilla zona pedonale. Anche qui abbiamo la colazione inclusa, perciò ci permettiamo un po' più di relax!

Ci dedichiamo alla scoperta della città girando un po' a caso, per farci un'idea generale, poi capiamo cosa approfondire. 

Un buon punto di partenza è la piazza principale, la place Sainte-Anne, perfetta per osservare il folklore locale! Qui sorge la bellissima Basilique Notre-Dame-de-Bonne-Nouvelle de Rennes, una grande chiesa gotica con bellissime vetrate colorate. La piazza è il cuore pulsante, con tanti locali e i suoi dehor pieni di gente che mangia e beve  a tutte le ore, una giostra carosello e... tante bancarelle piene di libri, che qui sono presenti ogni giorno dell'anno senza pioggia. Ovviamente mi porto a casa un libro, questa volta ho scelto un giallo ambientato proprio in Bretagna! Avrei voluto trovare qualche libro di Verne, ma ne ho trovati solo o deteriorati, o troppo costosi. In città ci sono comunque molte librerie, che non ci facciamo scappare! In un negozio, ad esempio, trovo una raccolta di leggende bretoni in una nuova edizione celebrativa, e qui posso anche apporre il timbro ex libris! 

È sabato mattina, quindi il momento giusto per visitare il mercato des Lices, il secondo mercato più grande di Francia, dopo Parigi! Ci sono due aree coperte, con banchetti fissi che vendono ogni prelibatezza tra panificati, dolci, carne, affettati e formaggi, mentre all'esterno la piazza si riempie di bancarelle di pesce, verdure e fiori freschi! C'è una band che suona dal vivo, tutti ci fanno assaggiare qualcosa! Ci dedichiamo a questo luogo di perdizione per molto tempo. I colori sono meravigliosi, i profumi anche, scopro ortaggi che mai avevo visto prima. Sarebbe stato bello poter cucinare alcuni di quei prodotti!

Vicino al mercato visitiamo la cattedrale di Saint-Pierre, per poi raggiungere Les Portes Mordelaises: due torrioni che fungevano da porta di accesso alla città fortificata.

Oggi si pranza con la "mitraillette" (ho scoperto un piatto nuovo!): anche se di origine belga, è un panino molto in voga da queste parti. Si tratta semplicemente di un panino tipo baguette tagliato a metà e super farcito, con anche patatine. E finalmente ho l'occasione di rivedere un prodotto che qui in Italia non esiste più: l'Orangina, un'aranciata delicata e con una buona percentuale di arance!

Nel pomeriggio decidiamo di dedicarci all'arte: finora non abbiamo avuto modo di visitare dei musei, perciò oggi ne approfittiamo. Proprio vicino al nostro hotel c'è il museo di belle arti! Una buona raccolta di quadri antichi e moderni (soprattutto locali) ben suddivisi per epoche, provenienza e genere. E per di più è gratuito, eccetto le mostre temporanee!

Dopo tanta cucina francese oggi sentiamo il bisogno di cambiare, così scegliamo un ristorante orientale dove riusciamo a trovare un paio di piatti vegetariani, molto buoni ma si sente l'influenza francese, con un retrogusto di vinaigre dappertutto. 

Giorno 9: Rennes - Bologna

Purtroppo siamo giunti all'ultimo giorno di vacanza. La mattinata è nuvolosa, ma fortunatamente presto il cielo si apre, così possiamo visitare con tranquillità il bellissimo parc du Thabor! Posto su una collinetta, il parco è molto vario e rilassante! C'è una zona con orto botanico, un roseto, un'area più boschiva, delle splendide magnolie, un giardino alla francese, una serra con piante grasse, fontane, una voliera (dove scopriamo l'esistenza del poulet Nagasaki, una gallina carinissima!), aree giochi e tanto altro per passare momenti piacevoli all'aria aperta.

Ormai è ora di ripartire, mangiamo al volo un onigiri all'avocado acquistato in stazione, prendo anche un albo di Paperino in francese, poi ci dirigiamo in aeroporto.

L'aeroporto è piccolino ma ha tutto ciò che serve. Mi smontano completamente lo zaino, sicuramente i controlli sono scrupolosi, ma poi impiego ore a rimettere tutto a posto.

Il volo per Amsterdam dove facciamo scalo arriva anche in anticipo, peccato che, al contrario, quello per Bologna arriva più di un'ora in ritardo. E figuriamoci, succede sempre così al rientro!

In conclusione torniamo da questa vacanza stanchi ma soddisfatti, con un bagaglio culturale in più dopo una full immersion nella storia celtica bretone!

I viaggi itineranti sono l'occasione migliore per visitare posti che difficilmente si riuscirebbe a vedere in altri modi. La comodità dell'auto, in questi casi, è assoluta. Tornerò volentieri in Bretagna, mi è entrata nel cuore!

Au revoir!

Possa la vostra ombra non diminuire mai!


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