martedì, aprile 21, 2026

Bretagna mon amour! Parte 1: Morbihan e Finistère

Vi è mai capitato di rinunciare a qualcosa e di ottenere al suo posto qualcos'altro addirittura migliore?

A me è successo di recente! Il mese scorso ho festeggiato 10 anni di matrimonio, da mesi avevamo organizzato un viaggio nel Sud-Est Asiatico. Purtroppo a causa della guerra in Medio Oriente abbiamo dovuto rivedere la meta, preferendo rimanere in Europa. Singapore: è solo un rinvio, ci vedremo più avanti!

E quindi... allons en Bretagne!

Un sogno d'infanzia si è avverato. Nonostante la vicinanza non ho mai avuto l'occasione di visitare la Bretagna: è un viaggio che va organizzato bene per sfruttare il tempo al meglio. 

Eccoci così ad organizzare un viaggio itinerante pochi giorni prima della partenza!

Questo sarà un piccolo reportage a puntate del mio viaggio: spero possa essere d'ispirazione a chi ama luoghi magici e fuori dal comune.

Partiamo!

Gli allineamenti di Carnac
Gli allineamenti di Carnac


Il percorso

Il tragitto è stato scelto per toccare città, bellezze naturali e storiche in un tour di 9 giorni.
Ecco le tappe principali: Carnac, Quimper, Morlaix, Saint-Malo e Rennes.
Le tappe intermedie? Dividerò il resoconto della mia esperienza in più episodi: c'è davvero molto da raccontare! Continuate a leggere e scoprirete le meraviglie di questa regione francese!

Il bello di viaggiare in bassa stagione (marzo) è che tutto è molto più economico e c'è poco caos; di contro, gli hotel sono tutti in fase di ristrutturazione/rinnovo e molti negozi e attività sono chiusi.


Giorno 1: Bologna - Rennes - Carnac

Dopo un'alzataccia clamorosa, io e la mia dolce metà siamo partiti per Rennes, con scalo a Parigi. Viaggio tranquillo e ci hanno pure dato da mangiare in volo! (ah ma allora dipende dalle compagnie! Ultimamente ci hanno lasciato sempre a secco!)
Prendiamo l'auto a noleggio e si parte per Carnac!

In questa regione non ci sono vere e proprie autostrade, ma delle superstrade gratuite dove la velocità massima da rispettare è di 110 km/h. Queste strade sono molto gradevoli, c'è poco traffico (sicuramente la bassa stagione incide) e la natura circostante è verde e rigogliosa. Si guida con piacere!

La Bretagna mi ricorda un po' la Scozia: un territorio con forte identità, orgoglioso, con la propria lingua e le proprie tradizioni che si discostano molto da quelle del resto della Francia. Qui c'è meno frenesia, tutti sono così gentili e ci sembra di esser stati catapultati nel passato.

Morbihan

Ci troviamo nel dipartimento del Morbihan, l'unico ad aver conservato il nome bretone. Il nome si riferisce al relativo golfo e viene appunto dal bretone: mor (mare) e di bihan (piccolo). Qui il bretone viene insegnato nelle scuole!

Carnac è una cittadina divisa in due: "paese" e "mare". Abbiamo alloggiato in un hotel in una zona periferica del paese, più vicina a "les alignements", ma la zona balneare si può raggiungere dopo una bella camminata. Attenzione se venite da queste parti in estate: la spiaggia è molto gettonata, e la popolazione si decuplica, non sto scherzando!

Dopo esserci sistemati in un hotel con una bellissima vista sui tetti delle case tradizionali del paese, ci fiondiamo subito verso i menhir!

Un sogno che si avvera: qui c'è un'alta concentrazione di menhir e dolmen, con una storia millenaria: gli allineamenti di Carnac sono da poco parte dell'Unesco, con una storia che dura da circa 7000 anni e che affascina chiunque. Nessuno sa con precisione a cosa servissero, anche se ci sono supposizioni plausibili: calendario, area funeraria, percorsi rituali, e le leggende non si sprecano. Una su tutte? Si parla di San Cornelio che, in fuga dai romani che lo stavano inseguendo, si girò e trasformò l'esercito in queste pietre!
Pare addirittura che ci siano più megaliti sotterranei che in superficie. Purtroppo si sa così poco di queste opere perché non ci sono documenti scritti o tradizioni orali.

Il fascino che emanano è palese: vedere da vicino queste pietre mi ha mandata in frenesia. Ne sono stata sempre affascinata, e qui ho fatto centro: ce ne sono un'infinità.

I siti archeologici sono accorpati in diverse aree, alcune delle quali recintate e visitabili solo con una guida, mentre altre sono accessibili, quindi si possono toccare e abbracciare le pietre! 

I percorsi per visitare i vari megaliti consistono in camminamenti ben segnalati e curati: c'è da camminare per chilometri, quindi scegliete saggiamente i sentieri da seguire!

Iniziamo con gli allineamenti di Carnac (area recintata, ma con un sentiero pedonale che la costeggia), poi quelli di Ménec (recintato ma con accesso libero) e Toulchignan (recintato chiuso e pieno di pecore all'interno!). Tornando indietro abbiamo visitato il tumulo di Saint Michel, dove in cima c'è una capella, ma sotto si nascondono varie gallerie contenenti tesori e tombe ora conservati in un museo. Purtroppo non si possono visitare gli interni, ma vale la pena farci un giro per la vista su tutta l'area e per l'importanza storica.

Il paese è molto carino, con la cattedrale di Saint Cornely, protettore della città, e qualche negozietto di oggettistica. È l'ora di pranzo ed è praticamente tutto chiuso. Per trovare qualcosa da mangiare ci spostiamo nella zona balneare, che mi ricorda molto alcuni paesi della Romagna. Negozi, bar, e le favolose boulangerie (i forni)! È il momento del primo croissant!

Ecco, diciamolo. La Bretagna non è una regione particolarmente vegan friendly. Si trovano molti prodotti vegani nei supermercati quindi, se alloggiate in un appartamento con cucina ve la potete cavare; in caso contrario bisogna arrendersi al burro onnipresente.

In spiaggia decido di toccare l'acqua, e finisco per inzuppare i piedi per bene, che mi trascino per il resto della giornata...

Il litorale è interessante non solo per la sua bellezza, ma anche dal punto di vista storico e sportivo. Si possono ancora notare vari bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale lungo la costa.


Giorno 2: Carnac - Concarneau - Quimper

Dedichiamo la mattinata ad esplorare altri megaliti. Partendo dal comodo parcheggio dei megaliti di Kermario, (dove è presente un dolmen abbastanza grande per potervi entrare!), si procede seguendo un bellissimo sentiero nel bosco, per poi raggiungere il Gigante di Manio: uno dei menhir più alti arrivati a noi, con i suoi 6 metri d'altezza!

Qui i sentieri sono tanti: per chi ama le escursioni è un vero paradiso. Proprio accanto al Géant de Manio sono presenti un maneggio e una fattoria didattica con vari pony cicci.

Proseguendo il giro ad anello che ci siamo prefissati raggiungiamo il tumulo di Kerkado, non prima di aver sbagliato sentiero (credendo fosse una scorciatoia!), ed essere affondati nel fango... Una volta trovata la strada giusta vediamo finalmente il tumulo: è molto grande, un dolmen completamente ricoperto da una collinetta. Dentro è completamente buio e conviene procedere con una torcia. Molto suggestivo, suggerisco di restare in silenzio, in ascolto. Di cosa? Del nulla, della storia, l'occasione per prendersi un momento e puntare lo sguardo dentro di noi.

Questa zona ospita davvero tantissimi allineamenti di megaliti, ma purtroppo il tempo non è sufficiente per visitarli tutti, servirebbero anni per assaporarne l'essenza.



Riprendiamo l'auto e cambiamo dipartimento: si va in Finistère!

Finistère

"La fine della terra", oppure "la punta del mondo", questo il significato del nome perfettamente appropriato: questa zona confina ad ovest con l'Oceano Atlantico e a nord con il Canale della Manica. In italiano è conosciuto anche come Finisterra.

La prima tappa è Concarneau. Città sede di un fiorente porto peschereccio, è un passaggio obbligato soprattutto per visitare la sua cittadella fortificata! In mezzo all'area portuale sorge proprio un isolotto sospeso nel tempo. Si raggiunge da un lato a piedi, mentre dal lato opposto solo via traghetto (controllate bene gli orari!). Uno spettacolo di viuzze che si aprono mostrando le tipiche case a graticcio che ospitano negozi e crêperie!

Parcheggio in paese a pagamento, ma c'è molta scelta, benedetta bassa stagione!

Qui approfittiamo di alcuni dei pochi negozi aperti. Mi sono lasciata tentare: mio marito mi ha regalato un bellissimo cappellino in lino! È assolutamente necessario: da queste parti il vento è molto forte e c'è da congelarsi la testa!
Per pranzo, invece, ci attrae un negozio di dolci (ma non solo): qui vendono i famosi kouign-amann, sia dolci che in versione salata. Certo, è puro burro, ma purtroppo alternative vegan non ce ne sono. Quindi chiedo perdono alle mucche bretoni (che d'altra parte vediamo pascolare liberamente in ogni dove), le ringrazio e mi gusto queste prelibatezze.

Il paese è un po' più anonimo rispetto alla fortezza, che da sola merita la visita, ma un giro si fa volentieri.

Ultima tappa della giornata: Quimper, il capoluogo del Finistère.

Nel giardino del nostro hotel si aggira liberamente una carinissima gallina, che ha anche una sua stia a più piani per la notte! Che cosa dolce e originale!

Purtroppo appena arrivati si scatena un gran temporale, praticamente l'unico dell'intera vacanza, ma ci aggiriamo lo stesso impavidi per la città.
Quimper è sicuramente più caotica di altri paesi della zona, ma molto affascinante. In stazione arrivano anche i TGV, perciò è ben servita. Anche qui molti negozi sono chiusi, i musei pure, ma riusciamo a visitare la bellissima cattedrale di Saint-Corentin: meravigliosa chiesa gotica con vetrate coloratissime del 1239. Il centro storico è zeppo di case a graticcio, veramente suggestivo!

Siamo stanchi e inzuppati, decidiamo quindi di cercare un supermercato per procurarci la cena da mangiare in hotel, impresa non semplice.
Troviamo un Carrefour aperto (n.b.: la tessera italiana dello stesso supermercato lì non funziona!), e ci procuriamo baguette e il necessario per farcirle!

Ma che varietà magnifica di baguette si trova qua!
Appena torno a casa mi compro lo stampo per cucinarle!

A presto con la seconda parte del mio viaggio!
Possa la vostra ombra non diminuire mai!




Nessun commento:

Posta un commento

Risotto nanico alla barbabietola

Benvenuti miei piccoli hobbit! Questa sera condivido una nuova ricetta. Pronti per un po' di colore? Con questo piatto conquisterete anc...